Maurizio era un giovane uomo con molti interessi, il cinema era il preferito.

 

Filmaker della prima ora, il messaggio del cortometraggio, breve ed incisivo, lo appassionava.


Lo affascinavano i segreti della psiche, da esplorare ed interpretare attraverso il linguaggio emozionante del cinema.


Era impegnato ad ottenere il giusto diritto alla cura di chi la rifiuta, non per scelta ma per inconsapevolezza, nella convinzione di riuscire in tal modo, realmente, ad abbattere lo stigma che emargina il malato.


Nel Giugno 1999, una maledetta inversione di marcia di un automobilista ha scritto, a soli 30 anni, la parola fine alla sua vita, ai suoi desideri, alle sue aspirazioni.